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L'uomo che non ha alcuna musica dentro di sé, che non si sente commuovere dall'armonia di dolci suoni, è nato per il tradimento, per gli inganni, per le rapine. I motivi del suo animo sono foschi come la notte: i suoi appetiti neri come l'erebo. Non vi fidate di un siffatto uomo. Ascoltate la musica. (William Shakespeare "Il mercante di Venezia")

   
sound by Jbgmusic
   
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Prima dell’AIDS

Charles Bukowski

 

Sono contento di averle avute
tutte quante, sono contento di essermele fatte
così tutte.

Le ho infilate,
le ho chiavate,
le ho trombate.

c’erano così tanti tacchi a spillo
sotto il mio letto
che sembravano i saldi
di fine stagione.

Le misere stanze d’albergo,
le risse da ubriachi,
i telefoni che squillavano,
la gente che batteva sui muri.

Io ero
una furia
con gli occhi rossi
e due palle così,
sempre con la barba lunga,
senza un soldo,
volgare,
e ridevo
un sacco.

Le raccoglievo
direttamente dagli sgabelli dei bar
come fossero
prugne mature.

Le lenzuola sporche,
il pessimo whisky
fiato cattivo
i sigari schifosi
e al diavolo quello che succedeva
il mattino dopo.

Dormivo sempre col
portafogli sotto il
cuscino,
buttato sul letto assieme alle
depresse e alle
fuori di testa.

Ero bandito dalla metà
degli alberghi di
Los Angeles.

Sono contento di essermele fatte tutte,
le scopavo, le fottevo e
cantavo, e
alcune di loro
cantavano con me
in quelle gloriose
mattine alle tre.

Quando arrivava la polizia,
era una
favola,
ci barricavamo dentro
e li prendavamo per il culo,
ma loro non hanno mai aspettato
fino a mezzogiorno
(quando dovevi lasciare la camera) per
arrestarci,
non eravamo così
importanti.

Anche
se io pensavo che invece lo eravamo
quando camminavamo verso il bar,
e che posto era quel bar
verso mezzogiorno,
così calmo e
vuoto,
un posto dove cominciare
da capo
con una tranquilla
birra
guardando fuori attraverso il
parco
con le anatre laggiù
e gli alti alberi
laggiù

Così
ero sempre al verde, ma da qualche parte
i soldi arrivavano sempre,
e io aspettavo,
tenendomi pronto
a scopare, fottere, chiavare
e cantare di nuovo
in quei bei vecchi tempi
quei vecchi tempi davvero
molto molto belli
prima dell’Aids.

 

video (Alessandro Haber recita Bukowski)

 

«Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.»

(C. Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo)

«Le due più grandi invenzioni dell'uomo sono il letto e la bomba atomica: il primo ti tiene lontano dalle noie, la seconda le elimina.»

(C. Bukowski, Storie di ordinaria follia)

   
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