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L'uomo che non ha alcuna musica dentro di sé, che non si sente commuovere dall'armonia di dolci suoni, è nato per il tradimento, per gli inganni, per le rapine. I motivi del suo animo sono foschi come la notte: i suoi appetiti neri come l'erebo. Non vi fidate di un siffatto uomo. Ascoltate la musica. (William Shakespeare "Il mercante di Venezia")

   
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Pasquale Binazzi

Abbattiamo il Vaticano

Dall’incipit del libro:

Più volte riandando colla mente ai periodi epici, in cui i pionieri del libero pensiero dovettero far getto della loro vita per difendere od affermare una verità, arrivavo alla logica conclusione che il genere umano non si sarebbe potuto affrancare dai dogmi religiosi e politici, se prima non venivano abbattuti i simboli che davano ai dogmi veste e riconoscimento di potenza suprema, universale.
E poi fino dal 1906 – di fronte all’insolente ridestarsi dell’intolleranza clericale – avevo iniziata sul Libertario l’appendice: I delitti del papato – che per molteplici occupazioni non potei più continuare, ma che mi propongo quanto prima di pubblicare in volumetto – nella quale appendice, a sommi capi, veniva tracciata e documentata l’azione nefanda, terribile e soverchiatrice del papato fin dal suo sorgere ed a traverso i secoli.
Non starò in questo modesto scritto ad accennare ai delitti consumati in nome del fantastico dio ed in nome dalla santa madre chiesa: a me basta dimostrare la necessità suprema che deve essere ormai sentita da tutti i popoli civili, e specialmente dalla parte più sana e liberale d’Italia, quella cioè di togliere al papato ogni influenza e potenza morale e politica. 

E come questo stato di cose si può raggiungere? Alla sola condizione che il Vaticano cessi di essere l’augusta ed impenetrabile dimora dei papi.

 

 

I delitti del papato

Più volte riandando colla mente ai periodi epici, in cui i pionieri del libero pensiero dovettero far getto della loro vita per difendere od affermare una verità, arrivavo alla logica conclusione che il genere umano non si sarebbe potuto affrancare dai dogmi religiosi e politici, se prima non venivano abbattuti i simboli che davano ai dogmi veste e riconoscimento di potenza suprema, universale. E poi fino dal 1906 – di fronte all'insolente ridestarsi dell'intolleranza clericale – avevo iniziata sul Libertario l'appendice: I delitti del papato – che per molteplici occupazioni non potei più continuare, ma che mi propongo quanto prima di pubblicare in volumetto – nella quale appendice, a sommi capi, veniva tracciata e documentata l'azione nefanda, terribile e soverchiatrice del papato fin dal suo sorgere ed a traverso i secoli. Non starò in questo modesto scritto ad accennare ai delitti consumati in nome del fantastico dio ed in nome dalla santa madre chiesa: a me basta dimostrare la necessità suprema che deve essere ormai sentita da tutti i popoli civili, e specialmente dalla parte più sana e liberale d'Italia, quella cioè di togliere al papato ogni influenza e potenza morale e politica. E come questo stato di cose si può raggiungere? Alla sola condizione che il Vaticano cessi di essere l'augusta ed impenetrabile dimora dei papi.

   
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